Tavola avvelenata, le mamme a lezione

Tavola avvelenata, le mamme a lezione

Folla al Baratta per l’oncologo di fama mondiale: «Occhio ai cibi spazzatura, eccovi la mia ricetta»

I figli nella ludoteca del Baratta dove è stato allestito un servizio gratuito di baby-sitter, le mamme nella sala delle Colonne a lezione di mangiar sano e naturale da uno dei maggiori esperti a livello mondiale, il professor Franco Berrino, fino a pochi mesi fa direttore del dipartimento di Medicina preventiva dell’istituto nazionale tumori di Milano.
Una lezione per difendere i figli dai continui «attacchi dei mercanti della pubblicità» e per dire loro «ti voglio ancora più bene e per questo controllo che cosa c’è nel piatto». Una sala gremita all’inverosimile, con mamme sedute per terra e con l’orecchio teso fuori dalla porta per carpire i suggerimenti dell’esperto.

All’incontro dal titolo “I veleni che mangiamo: come tutelarci”, organizzato giovedì pomeriggio dall’associazione Mantua Mothers, hanno partecipato anche il medico di medicina generale Gloria Costani (moderatore) e il giornalista Enrico Grazioli, direttore della Gazzetta di Modena e fino a pochi giorni fa alla guida della Gazzetta di Mantova (introduzione). Il professor Berrino ha iniziato con una ricetta, la più semplice, quella dei biscotti della Cascina Rosa dell’istituto tumori di Milano. «Tre ingredienti, tre minuti per la preparazione e dieci per la cottura nel forno. Farina di mandorle, un pizzico di sale e polpa di mela cotta. Segnatevela questa ricetta – ha invitato le mamme – perché oggi più che mai c’è bisogno di cibi naturali in alternativa a quelli spazzatura. E se volte dare un po’ più di sapore aggiungete i semi di sesamo e un po’ di cacao 100%».

Poi la relazione vera e propria: «Ci sono due tipi di veleni, quelli legati all’inquinamento ambientale che hanno ricadute sul cibo, e di questi non riusciamo a quantificare il danno, quindi meglio adottare qualche precauzione, e i cibi che fanno male, perché non naturali, e di questi sappiamo molto. Tre indicazioni possono essere sufficienti per far stare meglio i nostri figli: tagliare i grassi idrogenati esistenti in molti prodotti commerciali come i dolciumi, ridurre gli zuccheri e diminuire il sale. Volete qualche esempio? Via le patatine, via le merendine commerciali, via le bevande zuccherate e gli snack salati, via il glucosio e il fruttosio, via le farine raffinate tipo la 00. Ecco – ha sottolineato il professor Berrino – basterebbe già questo per ridurre i rischi legati all’obesità infantile e ad altre malattie».

L’alternativa? I dolci fatti in casa, magari con la frutta. E la spesa al supermercato? «Andateci con la vostra bisnonna e se lei non riconosce il prodotto non comperatelo, se sulla confezione c’è scritto che fa bene alla salute lasciatelo dov’è e se ci sono più di cinque ingredienti non prendetelo. E’ arrivato il momento di mangiare i cibi e non le trasformazioni industriali». Assolti i prodotti biologici, «ma attenzione a dove li comprate perché a volte non lo sono affatto». Infine seguire l’esempio che arriva dagli Usa: «Là nelle mense scolastiche stanno abolendo i prodotti a base di cereali raffinati, da sostituire con quelli integrali». (bo)

Gazzetta di Mantova, 04 maggio 2012