Referendum antismog per la città in apnea

La proposta delle Mantua Mothers: aiutiamo il Comune nelle scelte impopolari. Intanto Mantova segna un nuovo record e “merita” la maglia nero fumoLo smog s’accanisce e il tempo s’assottiglia. Se il Comune teme di esporsi a provvedimenti impopolari, loro sono disposte a metterci la faccia. A proporre un referendum cittadino sull’onda del modello milanese (con i quesiti sul verde pubblico, la lotta all’inquinamento e l’inasprimento del ticket antismog). “Loro” sono le Mantua Mothers, largo gruppo di mamme che non cercano lo scontro ma tendono la mano.

A parlare per tutte è Alessandra Dusi, che venerdì era in sala consiliare per i lavori della commissione ambiente. Ha ascoltato le ragioni dell’assessore Anna Maria De Togni e le rassicurazioni del presidente di Arpa Lombardia, Enzo Lucchini. Alcune cose le condivide, altre la preoccupano, la consegna è quella di ammorbidire i toni: «Tra il pubblico non c’erano ambientalisti radicali, ma cittadini consapevoli. La città intera si pone delle domande e chiede dei provvedimenti, nel constatare che la salute di tutti è quotidianamente compromessa c’è poco di ideologico – afferma Dusi – Anche per questo ci ha sorpreso il concetto di emergenza relativa espresso da Lucchini».

Il presidente di Arpa ha derubricato la soglia dei 35 giorni annui: lo sfondamento non impone alcuna misura emergenziale, si traduce solo in una «tirata d’orecchi». È la spia che gli interventi strutturali messi in cantiere non sono abbastanza robusti, quindi «non di emergenza sanitaria si tratta, ma solo ambientale». Ragionamento che le Mantua Mothers bocciano come «allarmante», senza però calcare la mano. Lo stesso referendum non è agitato come una minaccia, un grimaldello per forzare le resistenze della giunta. Al contrario, «servirebbe a capire se la cittadinanza ritiene prioritaria la salute o l’affollamento dei veicoli» sostiene Dusi.

Secondo le Mantua Mothers di provvedimenti per regalare un po’ d’ossigeno alla città in apnea ce ne sarebbero decine. Ad esempio? «Ztl a tempo, limite di velocità a 30 chilometri orari in alcune vie, mobilità sicura su due ruote, car sharing, mezzi pubblici alimentati a metano». Il mal comune della Pianura Padana non può diventare alibi.

L’idea del referendum piace anche al medico Gloria Costani di Salute ambiente e futuro, che interviene nel dibattito con piglio energico: «Basta nascondersi dietro le parole, il problema è sanitario. La gente si ammala di più ed è così da dieci anni a questa parte. I cittadini non sono stati tutelati abbastanza dalle amministrazioni e ormai hanno perso fiducia. La questione è diventata morale». Infine una stoccata al collega Lucchini, a capo di una struttura che ha anche un profilo sanitario: «Perché si continuano a fare campagne di prevenzione incoraggiando stili di vita corretti e non si muove un dito per le micropolveri, internazionalmente riconosciute come una delle cause delle malattie cardiovascolari?».

Gazzetta di Mantova, 04 marzo 2012
di Igor Cipollina